17/05/2026, 18:51

Le maggiori società di intermediazione del Giappone aprono una nuova porta agli investimenti in Bitcoin ed Ethereum

Le principali società di brokeraggio online in Giappone stanno entrando negli asset digitali. SBI Securities e Rakuten Securities stanno creando trust di investimento in Bitcoin ed Ethereum interni per i clienti retail.

Questo cambiamento potrebbe rivoluzionare il modo in cui milioni di investitori giapponesi accedono alle crypto. Ecco in cosa consiste il piano e perché è importante proprio ora.

SBI e Rakuten stanno creando trust di investimento su Bitcoin ed Ethereum interni in Giappone

Un trust di investimento crypto è un fondo regolamentato che detiene asset digitali come Bitcoin, permettendo agli investitori di acquistare quote invece delle monete stesse.

Oggi, la maggior parte degli utenti giapponesi deve ancora avere un account su un exchange separato o un wallet per acquistare crypto direttamente.

Secondo ed Ethereum tramite i conti di brokeraggio che già utilizzano per azioni, obbligazioni e fondi. Il prodotto assomiglierebbe di più all’acquisto di un fondo comune rispetto al trading su un exchange.

SBI Securities intende vendere prodotti sviluppati dalla società del gruppo SBI Global Asset Management. Questa azienda punta a raggiungere circa 5.000 miliardi di yen (quasi 32 miliardi di dollari) in asset entro tre anni dal lancio.

SBI ha l’intenzione di gestire internamente l’intera catena, dalla progettazione del prodotto fino alla distribuzione.

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Rakuten Securities sta seguendo una strategia simile tramite Rakuten Investment Management. L’azienda vuole che i clienti possano scambiare questi prodotti direttamente all’interno delle sue app per smartphone, in linea con il modo in cui già oggi si svolge l’attività crypto dei retail.

Entrambi i gruppi gestiscono già exchange autorizzati, quindi l’infrastruttura e le relazioni con le autorità di regolamentazione sono in gran parte già pronte.

Questo slancio riflette la presenza di regole più chiare all’orizzonte. In un sondaggio Nikkei su 18 società, altre 11 — tra cui Nomura, Daiwa e Mizuho Securities — hanno dichiarato che prenderebbero in considerazione l’ingresso nel settore una volta che il quadro normativo sarà completo.

Questa risposta dimostra un ampio interesse da parte degli operatori TradFi, anche prima che le regole siano definite.

Nomura e Daiwa hanno manifestato l’intenzione di sviluppare trust crypto una volta che il quadro sarà chiaro. Il gruppo SMBC ha creato una task force, mentre Asset Management One, controllata da Mizuho, ha già iniziato la fase di ricerca preliminare.

L’Agenzia giapponese per i servizi finanziari sta guidando questo cambiamento. Sta valutando regole che permetterebbero ai trust di investimento e ai fondi negoziati in borsa di detenere crypto secondo la Investment Trust Act.

Gli ETF crypto spot potrebbero essere approvati entro il 2028, con analisti che stimano un mercato vicino a 6,4 miliardi di dollari.

Questa riforma si collega a un più ampio cambiamento delle politiche. Il Giappone ha recentemente riclassificato le crypto come strumenti finanziari, introducendo regole di mercato più stringenti.

Tra queste vi sono obblighi di rendicontazione annuale e restrizioni contro l’insider trading, che avvicinano gli asset digitali ai titoli regolamentati.

Cosa significa questo per gli investitori e per il mercato

Il tempismo segue una tendenza globale. Gli ETF su Bitcoin spot .

Ora il Giappone vuole portare le crypto più vicine all’industria tradizionale della gestione patrimoniale.

Per gli investitori retail, ciò significa le tutele ben conosciute su custodia, trasparenza e reportistica, gestite da gruppi finanziari regolamentati di cui già si fidano.

I vantaggi sono pratici. Milioni di persone che possiedono già un conto SBI o Rakuten possono aggiungere esposizione a Bitcoin o Ethereum senza dover effettuare una nuova registrazione.

Non ci sono curve di apprendimento sugli exchange né preoccupazioni riguardo possibili violazioni della sicurezza su piattaforme poco familiari.

Confronto della performance di prezzo di Bitcoin ed Ethereum
Confronto della performance di prezzo di Bitcoin ed Ethereum. Fonte: CoinGecko

C’è tuttavia una controparte. Detenere quote in un trust significa che gli investitori non possiedono direttamente i Bitcoin.

Questa struttura comporta commissioni di gestione e valutazioni su entità terze che non esistono con la proprietà diretta.

Le commissioni saranno un aspetto chiave da monitorare. Negli Stati Uniti, la concorrenza tra gli emittenti di ETF ha abbassato rapidamente i costi favorendo l’adozione.

Il modo in cui la FSA gestirà le richieste e quali costi applicheranno SBI e Rakuten potrebbe determinare quanto velocemente gli investitori giapponesi entreranno in questo mercato.